PISOGNE: sgomberato capannone occupato...
Con l’impiego di 60 uomini tra agenti della Digos, VVF, Carabinieri e militari in tenuta antisommossa è stato ieri effettuato lo sgombero del capannone occupato a Gratacasolo di Pisogne e senza nessun Incidente o scontri sono stati fermati e identificati 6 militanti, tra questi anche un minorenne, e quattro di loro deferiti con l’accusa di occupazione abusiva. Con questa azione il Comune di Pisogne si è riprenso la sede del Kag, in via Neziole dopo 13 giorni di occupazione da parte dei collettivi e di attivisti dell’assemblea via Neziole4. Ieri mattina alle 8.30 è scattata l’azione dei militari dell’Arma che hanno fatto irruzione nei locali dove si trovavano quattro persone. I militi hanno sfondato una vetrata e liberato i locali dagli arredi, dagli striscioni e dai materiali dell’associazione prima di procedere a sigillare gli ingressi e il cancello interno che consente di accedere al secondo piano del capannone. Gli occupanti hanno messo in atto una resistenza passiva e sono stati condotti al comando di Breno per l’identificazione e per loro è scattato il deferimento per occupazione abusiva con rilascio immediato. Nessun problema di ordine pubblico con l’operazione che si è conclusa verso le ore 11.00. La contrapposizione tra il Comune (proprietario dell’immobile) e l’associazione sotto sfratto, era giunta al muro contro muro dopo che, proprio lunedì sera, gli attivisti del collettivo avevano incontrato all’interno della sede alcuni amministratori dell’alto Sebino per chiedere, come stanno facendo da mesi, un nuovo spazio dove poter continuare le attività dei gruppi. Secondo gli attivisti «la nuova sede della Protezione civile, come sarebbe nelle intenzioni degli amministratori pisognesi, è soltanto un alibi per nascondere che si tratta di una presa di posizione politica. Dagli stessi attivisti ieri è stato ricordato l’appuntamento per sabato prossimo alle 14.30 con il corteo di protesta che partirà dalla piazza principale di Pisogne. Ieri sera, con un comunicato stampa, la Cgil Valle Camonica-Sebino ha voluto sottolineare anche «la grande importanza culturale e politica delle iniziative promosse da questi giovani in cinque anni» e ha auspicato «che nel più breve tempo possibile si possano trovare spazi e condizioni adeguate alle esigenze dei ragazzi».