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AUGURI DI BUON NATALE 2010
NATALE 2010 E’ Natale, un altro Natale… buon Natale. E’ il 36° Natale che passiamo insieme con Radio Valle Camonica. In questo tradizionale redazione per gli auguri natalizi vi ripropongo molti passi del redazionale dello scorso anno e di quelli passati che mi sono sembrati ancora attuali e molto vivi. Non vi sembra che quello che stiamo vivendo oggi sia un Natale meno Natale di quelli passati anni e anni fa… quelli che ci ricordiamo forse come Natali “normali” ma che erano più belli specie per la tanta tranquillità, i tanti sorrisi, le tante luminarie e con i regali che tutti si aspettano e con gli auguri molte volte sinceri ecc. Non credo comunque che questo mediocre Natale sia solo colpa della profonda crisi economica e di identità che stiamo attraversando il questo periodo ma davvero ho sempre più l’impressione che Natale sia ormai una festa di seconda fascia, che sia solo un mezzo Natale. Potrebbe davvero essere, come dicono i cosiddetti esperti che di solito sono degli emeriti coglioni, per la situazione economica e sociale sempre più disastrosa e pesante o, e ne sono convinto, sia anche colpa dell’infame e inumano politicamente corretto che impedisce di dimostrare tutta la propria cristianità senza offendere qualche esaltato di altre religioni. Forse non è più il Natale di “una volta”, come magari possiamo rivedere in qualche sdolcinato film, magari in bianco e nero, forse sarà anche per la mancanza di forti sentimenti, di emozioni umane vere e anche affetti profondi, forse per la presenza di sempre più famiglie scompaginate e allargate a dismisura tanto che molti sono sanno più con chi passare il Natale… Magari, questo è un Natale, con la presenza reale di diffidenza nel prossimo, di paura a fare valere le proprie emozioni più positive è davvero un mezzo Natale e credo che la moda dilagante di avere dei sensi di colpa per quelli che felici non sono o non possono essere felici, satolli, pieni di regali, sorridenti e sani, condizioni un poco tutti. Come ho ripetuto negli auguri degli ultimi anni mi chiedo ancora una volta e anche quest’anno “che Natalino è diventato il nostro bel Natale ?”. Era un festa di grande rilevanza, ora è divenuto solo un altro ponte festivo, quest’anno ben più corto di quello lungo dello scorso anno, per gli improperi poco natalizi dei lavoratori dipendenti che non potranno fare qualche giorno in più di non lavoro. Da ateo inveterato e sicuro del mio ateismo, sono però anche convinto, e magari lo sono ben più di molti Cristiani fedeli o pseudo tali che sono andati sorridenti alla messa di mezzanotte… che le grandi feste della tradizione, della nostra tradizione occidentale, insomma quella del mondo cristiano, devono essere valorizzate per quello che sono sempre state e specialmente rispettate con tutti i simboli e le letture che si devono fare: devono essere principalmente delle feste di un calendario religioso e poi… ma a grande distanza delle feste non religiose, feste delle luci, feste consumistiche e non condizionate da altre religioni che hanno le loro festività, i loro riti e le loro celebrazioni che forse noi non pratichiamo, non consociamo ma che ormai siamo obbligati a festeggiare. Sono ormai molti anni che riporto "mestamente" le notizie, sempre più diffuse, di cancellazioni di manifestazioni legate al Natale cristiano… specie per non ferire la “sensibilità” islamica. La soppressione della gioia esternata con i simboli cristiani era cominciata a Mazara del Vallo (TP) nel 1999 quando era stata cancellata una rappresentazione in cui i bambini della scuola “recitavano da vivo” il presepio. Poi è stato un continuo rincorrersi di questo tipo di notizie: la festa cristiana per eccellenza cancellata anche quest’anno in tantissime scuole come a Bologna, Torino, Cremona, Mantova, Pavia, Bari, Napoli, Roma, Pisa, Firenze, negli ultimi giorni abbiamo saputo anche di Bolzano e di Ancona, dell’Inghilterra e della Turchia… e poi ancora e ancora… ben più vicina a noi, a Cremona, dove il Natale, in una scuola, anche quest’anno è stato sostituito da una generica “Festa della Luce”. Proprio in questa giornata ribadisco il rispetto per tutti… ma non dobbiamo essere succubi della paura e della vigliaccheria politico religiosa affermando, con sincera convinzione, che le manifestazioni anche religiose, radicate nella storia della nostra civiltà, non devono mai essere limitate o cancellate solo per non offendere la sensibilità di “altre religioni” anche se è sempre stato e sarà più difficile il dialogo e la pace tra le religioni che tra i popoli… Ormai un mio detto è divenuto famoso: ognuno ha la religione che si sente di volere, con cui è stato allevato e istruito, altri (anche nel mondo cristiano) hanno solo la religione che si meritano con gli esaltati che… come pecore del famoso gregge biblico… vanno dietro al solito pastore di turno… però così si è sempre e solo pecore o pecoroni. Forse noi, occidentali che ci crediamo socialmente superiori, fieri coglioni di essere politicamente corretti ci meritiamo di non avere più i simboli forti che sono quelli della “nostra” religione ma specialmente quelli della nostra civiltà. Ma, senza invocare, come fanno troppi stupidi ignoranti, ma politicamente corretti, il dialogo con chi vuole dialogare solo a parole finche è minoranza, senza dovere mai chiedere scusa per cosa pensiamo del rapporto tra l’umanità e i suoi dei, ci fa invece vivere quotidianamente nel terrore di dire o fare quello che pensiamo, creiamo e esprimiamo… Proprio oggi, nel famoso giorno del motto “Pace in terra agli uomini di buona volontà” grido che dobbiamo smettere di essere paurosi di essere maledetti e condannati a morte, ma specialmente paurosi di non essere considerati corretti per non essere poi davvero… liberi nelle nostre scelte, specie quelle politico-religiose… e detto da un ateo come me è davvero una affermazione forte e significativa. Non è retorica di basso profilo ironizzare sul fatto che, in questa realtà, noi forse siamo più belli e per questo ci sentiamo in colpa, siamo più intelligenti (o molto più stupidi) e per questo ci sentiamo in colpa, siamo più ricchi (o sempre più poveri) e per questo ci sentiamo in colpa, siamo più bianchi (o colorati) e per questo ci sentiamo in colpa, siamo più liberi (forse) e per questo ci sentiamo in colpa, siamo più “qualcosa” di molti altri… e per questo ci sentiamo in colpa. Ma siamo anche stati cresciuti con valori cristiani, liberali e illuministi e allora perché in certe situazioni, anche oggi, ci sentiamo in colpa se davvero siamo convinti della supremazia della mente sulla fede: non per questo ci dobbiamo sentire in colpa… e allora basta sentirsi in colpa per essere quello che siamo e cioè quelli che sono riusciti, dopo lunghe lotte, grandi sacrifici umani e personali, ad avere più diritti e anche piccoli e significativi privilegi, a vivere più a lungo e mangiare di più, magari ad avere più spazio per le cose futili, ad avere più tempo per vivere cercando la ricchezza, la salute, la serenità e la felicità. Questa mattina presto, mentre stavo preparando questo redazione ho riletto gli auguri che avevo fatto gli scorsi anni e mi sono subito reso conto che quanto avevo detto anche solo 10 o solo 5 anni fa non ha più grande riscontro nella società attuale proprio perchè i peggiori timori di uno svilimento della nostra società, che avevo previsto con già molta amarezza più di 30 anni fa, in uno dei primi redazionali di Auguri a Radio Valle, sono sempre più evidenti, sembra di rivivere le epopee, di quelle narrazioni eroiche in tono grave e solenne di gesta e atti eroici che portano inevitabilmente ad una morte lenta per asfissia mentale confondendo spesso il sacro degli altri con il nostro profano. Mai miscela più distruttiva per una società si è verificata nella storia dell’umanità come quella che stiamo vivendo ora, avendo poi la coscienza che è un suicidio di una grande civiltà preparato in ogni dettaglio e criminalmente e supinamente accettato con la giustificazione della libertà di culto ed espressione. Forse è per questo che solo spiriti liberi, ma veramente liberi da ogni lettura meschina e politicamente corretta, vorrebbero vivere tranquillamente e apertamente il Natale e le altre festività, senza cadere forse nella spirale, comunque ben comprensibile, di nuove crociatine, di nuovi scontri diretti, forse ora purtroppo necessari, per potere poi sopravvivere ma anche per pensare di… soccombere almeno combattendo per i propri valori… e anche per il rispetto dei valori degli altri. Non si devono certo prendere le armi e macellare l’avversario ma, come ho detto più volte negli ultimi anni, memore delle mie battaglie del glorioso ’68, l’estremismo, che non si batte con la ragione o con i sorrisi e gli abbracci, si può combattere e vincere solo seppellendolo sotto una marea di risate di barzellette, di satira e di arte manifestando ironia e disprezzo per il politicamente corretto che ci sta uccidendo, poiché solo così si potranno cancellare la stupidità degli estremismi ma specialmente la paura di essi. Non è una teoria confusa e non a caso la riporto in questo giorno: è il giorno in cui forse si ha più coscienza che con la perdita dei simboli del Natale si perde anche la propria libertà, la propria società e non solo una estemporaneità religiosa di quella che è orami divenuta numericamente solo la seconda religione al mondo. La storia l’hanno fatta sempre gli esaltati e i violenti, sempre. Sempre e solo in rarissimi casi in tutta la storia dell’umanità si è vissuto qualche cosa di diverso: come appunto, ci tramanda la tradizione cristiana, più di 2000 anni fa con la nascita non solo di un bambino o di un simbolo religioso a posteriori come ve ne sono una infinità, ma di una idea rivoluzionaria, di un modo nuovo di intendere la vita degli altri e non solo la propria. Per questi 2000 anni, questa idea, è stata asservita al grande bene e all’enorme male, per secoli si sono succeduti, nel nome di quel bambinello nato la notte scorsa, infamie rivoltanti, stragi orribili, prevaricazioni immonde, forzature indicibili, stomachevoli discriminazioni ma, con forza e forse anche con la violenza, nella nostra epoca, nella nostra società occidentale, si è giunti a comprendere e vedere le differenze e per questo anche a rispettarle.. specie volendo bene al prossimo, il bene del prossimo, anche se sconosciuto. In religione, lo sappiamo da sempre, si può dire tutto e il contrario di tutto, si può fare tutto e il contrario di tutto ma almeno oggi l’augurio è che tutte le persone libere, sia atee che credenti chinino il capo davanti ai simboli e alle parole poiché le religioni, tutte le religioni si basano quasi solo su questo e rubare questo vuole dire uccidere dio, qualsiasi dio o, oggi per i Cristiani quel bambinello, ma specialmente noi stessi. Magari tra qualche anno, magari tra pochissimi anni quello che ho ora detto in questo mio redazionale natalizio sarà vietato, porterà a denunce davanti a qualche stupido tribunale e magari qualche stupido giudice decreterà in nome del politicamente corretto che non ho avuto abbastanza sensi di colpa e che incito alle crociate, alla violenza e all’odio: sarà solo un altro capitolo della nostra storia con i soliti episodi di stupidità criminale di giudici che la storia dell’umanità ha sempre annoverato. Una storia in cui si deve vedere anche il lato più oscuro e quando proprio la storia e la religione hanno bisogno della carta bollata, delle bombe, delle maledizioni e scomuniche e condanne a morte, degli inutili sacrifici della vita, della paura, del buonismo di maniera, della carità spicciola e del politicamente corretto imposto con la forza… allora siamo davvero caduti in basso che più in basso non si può. Chiudo con l’inizio di una piccola favola: cosa avrebbe detto quel bambinello di 2000 anni fa se gli avessero detto che per non offendere qualcuno lo avrebbero scacciato dai presepi nelle scuole e nei negozi: avrebbe forse chiesto che cos’era un presepio e perché una semplice rappresentazione favolistica-storica facesse del male a qualcuno e scuotendo la testolina avrebbe forse pensato, nella sua beata innocenza: “che cosa ci faccio io qui”. Per fortuna non si viaggia a ritroso nella storia che non si può cambiare e allora, sempre per restare nella favola, sono sicuro che il bambinello non se lo è certo chiesto..ma davvero speriamo di non essere noi obbligati a spiegarlo in un futuro, magari molto vicino, in qualche aula di corte di giustizia con davanti giudici che hanno giurato su qualche testo sacro o presunto tale. Buon Natale a tutti gli uomini non contagiati dalla stupidità. Buon Natale. Buon Natale quello vero, quello che è Natale con la N maiuscola e che non ha bisogno di chiedere scusa per essere ricordato, vissuto e amato. Buon Natale sperando che sia davvero la festa di tutti gli uomini liberi e di buona volontà. Buon Natale.
22-04-2011, 15:16
radiovalle e camunity
01-01-2011, 04:59
auguri 2011..............
26-12-2010, 05:19
radio valle....
25-12-2010, 05:42
auguri di buon natale 2010
01-01-2010, 05:54
auguri per il 2010
31-12-2008, 15:45
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31-03-2006, 18:05
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31-03-2006, 18:03
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31-03-2006, 18:02
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31-03-2006, 18:01
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