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AUGURI 2011..............
Carissimi che mi state ascoltando in questo 1° gennaio 2011: Buon Anno ! Quello che ci siamo lasciati alle spalle qualche ora fa è stato certamente un anno tra i più difficili, bui e pesanti per tantissimi e anche quest’oggi, a parte i soliti convenevoli mi rendo conto che abbiamo davanti una grande insicurezza per un futuro non definito. Parlo di molti aspetti della nostra vita: la salute, la serenità, la sicurezza economica e quella sociale, la tranquillità di vedere uno sbocco a situazioni che invece sono davvero pesanti e che non hanno uno sbocco immediato con soluzioni pronte all’uso. Ma non è solo la singola condizione che interessa singolarmente ognuno di noi, ma è il quadro generale dell’intera umanità che è allarmante. In difficoltà sono generalmente davvero quasi tutti e questa volta sono coinvolte anche le cosiddette nazioni più ricche e modernizzate che, oltre ad essere pressate sempre più da una massa enorme di esseri umani che, senza magari dover lavorare, soffrire, discutere e lottare, pretendono di avere subito quello che altri hanno ottenuto con fatica e decenni di lavoro, ora devono fare i conti ancora con le pesanti conseguenze di una crisi economica profondissima, che, malgrado le assicurazioni di chi problemi non ha, non è certo alle spalle. Una crisi che da noi, nel nostro micro cosmo delle nostre valli, sono convinto, durerà ancora a lungo e che produrrà non solo ristagno economico ma anche perdita di attività e di posti di lavoro. Il 2010, che non rimpiangiamo certo, è stato un anno disastroso sotto l’aspetto economico ch ha portato un acuirsi delle differenze tra chi ha molto e chi ha sempre meno e cerca di sopravvivere agognando ad un certa tranquillità che sempre, in queste condizioni, è più una utopia che una realtà. Rileggendo quanto avevo detto lo scorso anno mi rendo conto di quanto ero stato facile profeta parlando della nostra classe politica, avevo scritto testualmente: “la classe politica che abbiamo, nominata dall’alto e non eletta dai cittadini, in quest’anno, come anche lo scorso anno, non è certo il meglio con fighette e tromboni promossi solo perché amici o amichette di amici e conoscenti”… e non era ancora scoppiato il caso delle escort e delle troie che sono state imposte solo per meriti di brogna. Lo scorso anno si era aperto sotto una magnifica nevicata, quest’anno invece la neve scesa nei giorni di Natale è ormai sparita per le alte temperature e le piogge anche a quote alte ma, ancora una volta, magari un poco rincoglioniti per le libagioni di mezzanotte e oltre, questa mattina non ci resta che osservare, come sempre, che stiamo solo iniziando a vivere la “solita” realtà della stupidità quotidiana, forse respirando un poco di più dopo l’asfissia delle banalità che, nelle ultime ore del 2010, con i soliti discorsi ufficiali pieni di nulla e vuoti di tutto, abbiamo dovuto subire. Ricordando il cenone di mezzanotte (per quelli che lo hanno voluto fare), quest’anno improntato al risparmio e al fai da te in casa con pochi amici… vorrei anche ricordare le numerose cene di questi giorni, poiché solo 5 giorni fa c’era stato un altro cenone, intervallato da altre cenine e pranzoni, ma come non ricordare subito anche: i soliti veglioni che quest’anno sono sembrati dei veglini, le solite bollicine rigorosamente Franciacortine, i soliti buoni propositi che sempre si fanno, i soliti deja-vu dell’anno appena passato, i soliti regali riciclati e banali, i soliti timori per l’anno nuovo, le solite nubi per una insicurezza economico sociale sempre più quotidiana, malgestita da una classe politica ancora al limite del tragico e pesantemente inutile e forse addirittura comico patetica, il solito timore di attentati, di fanatici esaltati, di uomini che si sentono depositari di verità divine del loro piccolo e infausto dio di rivolte prima di elezioni e dopo elezioni, le solite malattie sempre più pesanti da accettare, la solita grande solitudine di molti e di troppi, le solite sparate ridicole, patetiche, inutili, uguali e prevedibili dei politici al governo e di quelli ad una miserevole opposizione, tutti insieme felici di aver tagliato fuori il popolo bue da qualsiasi possibilità di scelta politica davvero democratica, le solite previsioni fatte col pendolino e tarocchi che ci propinano le solite e banali statistiche negative… ma ottimiste per il futuro ma… pessimiste per lo stesso futuro, i soliti buoni che ora sono solo degli stupidi ingenui con il sorriso ebete stampato in faccia, i soliti bastardi e anche cattivi che non pagano mai, i soliti problemi di sempre e le solite soluzioni di sempre che non risolvono mai nulla, le solite tasse, balzelli e tangenti sempre più pressanti, asfissianti ed elevati, i soliti moralisti sinistri di bassa sega, i soliti bastardini divini di bassissima intelligenza, i soliti scienziati coscienti che la scienza, la medicina e anche la storia vanno avanti e che vengono messi all’indice dai soliti mezzani della morale ammalati di protagonismo e infarciti di santo furore inquisitorio e censorio, i soliti esperti in stupidaggini che abbondano ovunque, i soliti lecchini che ci ritroviamo ovunque, le solite troione che dopo essersi vendute a tutti si ammantano di verginea santità con la solita lavata di fritola… e così si ridiventa pulite… e anche, con una piccola operazione vergini di nuovo pronte a stroiare e a negare le loro grandi marchette precedenti, i soliti santini che si lavano poco e che si masturbano molto pensando a quello che vorrebbero fare e non possono o riescono a fare, le solite femmine sempre più mantenute a vita, privilegiate, iperprotette, svendute, pericolose piene di se e avide di castrare il maschio sempre violentatore e sempre più indifeso e sempre vilipeso, i soliti bei e brutti discorsi di predicatori pieni di un nulla spaventoso ma vuoti di un tutto inesistente, le solite storture legalizzate che ci allontanano dalla giustizia, quella che vorremmo venisse applicata ai bastardi e ai balordi che non sono mai puniti quanto le loro vittime, i soliti professionisti della disoccupazione perpetua che non vogliono lavorare perché… a lavorare si fa fatica ed è più facile farsi mantenere dagli altri con i miserandi lavori socialmente inutili o le solite eterne casse integrazione o il volontariato ben pagato, i soliti che parlano e parlano e dicono che sono sempre loro a lavorare ma che poi… non producono nulla, i soliti che vivono di notte tirando chili di droga e di giorno dormono sonni tranquilli, i soliti balordi che, sempre più impuniti, proprio perché consci di restare impuniti, aumentano sempre più, le solite leggine per gli onesti e le belle leggione, apposta complesse, difficili e terronescamente arzigogolate ma mai applicate contro i disonesti, i soliti ladri furbi o delinquenti abituali, o violenti, o extracomunitari espulsi che, agli arresti domiciliari in attesa di non subire mai una pena seria, se ne guardano bene dal rispettare le leggi di una Italietta sempre debole con i bastardi, i soliti giudici sciocchini, impreparati, politicizzati e impunibili nelle loro soventi cazzate, i soliti lavoratori pieni di privilegi ma sempre più piagnoni e ligòs, che ridono alle spalle di quelli che invece lavorano davvero per non piangere, i soliti furbastri e furbini che trovano sempre una marea di sciocchi e creduloni da inchiappettare e i soliti imbroglioni che trovano sempre i bamba disposti a credergli per poi piangere a dirotto quando si accorgono di essere stati dei coglioni patentati, truffati e raggirati, i soliti inviati da qualche dio, non importa quale e sotto quale sembianza, che trovano sempre qualche “scemo e più scemo” disposto a fanatizzarsi e ad ammazzarsi… per accoppare qualche altro, magari innocente… credendo che ammazzando in nome di quel dio, sempre inventato dagli uomini furbi per sopraffare altri uomini sciocchi, si viva in eterno, i soliti propugnatori dell’infame politicamente corretto e delle ridicole e discriminatorie pari opportunità, piaghe immense dell’umanità, i soliti altruisti volontari molto ben pagati e sempre abbondanti davanti alle telecamere ma scarsi quando c’è da fare sacrifici sapendo che certamente c’è qualcuno che lavora anche per tutti gli altri… Tutto questo lo avevo scritto pari pari anche 7 anni fa e lo scoro anno !!! E continuo riportando quello già a voi raccontato 10 anni fa e anche due anni fa !!! In quest’anno che si apre potremmo anche ricordare i soliti buoni che, vista l’aria che tira in questa società dell’apparenza e della poca sostanza, molto stupidamente, non vorrebbero passare per i soliti buoni… stupidi, e allora, stupidi, vorrebbero fare i furbi senza ricordare che sporchi professionisti della furberia qualche volta si diventa ma quasi sempre si nasce, come in una casta o in un clan … i soliti onesti che però passano per stupidi, i soliti che... ci penso io e lascia fare a me… i soliti che... persaci tu che a me viene da ridere e così posso piangere, lamentarmi finchè… qualcuno mi dà una mano… e i soliti che vanno avanti perchè agli altri non piace andare avanti e i soliti... i soliti ... i soliti ... tra tutti questi e molti altri soliti è finito il 2010 ed è iniziato come previsto, come auspicato, come atteso…. come al solito anche il 2011. Cioè assolutamente nulla di nuovo... solo un altro giorno, solo un altro mese, solo un altro anno in cui però purtroppo, come sempre lotteremo, perdenti contro il tempo che passa sempre più velocemente e che nessuno può fermare, avremo ancora molti amici cari che ci lasceranno come ci hanno lasciato, anche all’improvviso, nell’anno passato, avremo molti meno soldi rubateci da chi fa le regole del gioco a cui non possiamo ribellarci… insomma … da ieri non è cambiato nulla nella vastità della banalità della storia quotidiana malgrado quando accaduto in un anno che di cambiamenti, fatti e vicende… ne ha pur portati anche se faccio fatica a ricordare qualche cosa di veramente positivo per tutti. Molti esseri umani invece, nel loro piccolo, hanno avuto in queste ore, a cavallo tra un anno e l’altro, una notte diversa e magari importante e allora vorrei ricordare tutti quelli che, e sono in molti, proprio perché il vero dolore è unico e solitario, hanno ancora sopportato proprio il dolore, anche fisico, ma hanno sentito specialmente quello spasmo lancinante che non è dolore del corpo, magari malato o sano, ma quello più terribile che si sente dentro quando si è soli e hanno ancora pensato alla propria solitudine magari tra molta gente e forse, unico respiro di serenità, per qualche istante hanno ancora provato gioia… ma forse, proprio con la loro sola presenza, con un loro semplice e limpido sguardo, hanno dato gioia di vivere ad altri o a se stessi solo per essere sopravvissuti e vedere un altro giorno, rivedere il sole e quanto ci circonda. Nelle poesie del mio ultimo libro questi sentimenti sbucano fuori forti in molte delle mie frasi… poiché tutti noi, prima o poi, anche non volontariamente, li dovremo subire, vivere e accettare. In questi giorni di buonismo tradizionale, qualcuno, vagheggiando odore di santità (la stessa che porta ad immolarsi per terrorismo) ha provato a dare qualche cosa di più agli altri, forse con più impegno poichè in questi giorni si è più impegnati e fa molto tendenza essere sempre impegnati.. magari in nulla… magari in cose futili e inutili… ma importante è essere impegnati... ma poi tutto si è risolto nel raccontare a qualche microfono il bene fatto, sputtanando tutto, poiché il vero bene lo si fa in silenzio e senza sbandierarlo ad altri ma vivendolo in se stessi. E’ passato un anno pesante, per me in modo particolare, con la perdita di un punto essenziale di riferimento come mio padre, ora le speranze… solo per gli ottimisti, sono di un miglioramento (anche perché più in basso di così, in generale, si dice sempre così… forse è difficile andarci) ed è per questo che vengono fatti gli auguri, qualche volta anche sinceri: si spera che si possa stare meglio... tutti… (ma ogni anno si dice la stessa cosa… forse perché… si è anche più vecchi di un anno) Ma, proprio perchè gli esseri umani difficilmente si rendono conto delle difficoltà e del dolore quando non li vivono direttamente o per contatto epidermico, l’augurio più vero, scevro da banalità e convenzioni paranoiche, proprio perché è il semplice e incommensurabile dono di… una preziosa vita quotidiana… è di avere la tranquillità, la salute e se possibile anche la felicità. Sono questi i più grandi e indiscussi traguardi a cui tutti dovrebbero tendere e a cui tutti dovrebbero aver diritto. Ma è molto il dolore, molte le malattie, pressante la morte vissuta solo in un terribilmente eterno istante, la tristezza, l’infelicità che ci circondano e, proprio in questo primo giorno di un nuovo anno, non mi resta che augurare che tutti possano dare, anche se poco, un piccolo contributo affinchè gli altri, quelli meno fortunati, possano sorridere e vivere una vita che merita sempre di essere vissuta. Anche quest’anno, dopo ben 36 anni in cui faccio gli auguri il primo dell’anno ai nostri ascoltatori, come già diverse volte nei miei redazionali, ho voluto affrontare questo tema della difficoltà e della gioia di vivere (l’avevo già fatto per la verità anche altre volte ma meno intensamente di quanto lo senta proprio oggi e l’ho sentito per tutto l’anno passato) poichè forse, con l’età, con fattori diretti personali, con esperienze dirette della perdita di tanti amati e cari amici, con un poco più di saviezza e maturità, ma con tanta più stanchezza per tante battaglie giuste ma pesanti che ho affrontato e che purtroppo forse sono state anche un poco inutili o forse addirittura perse, con il peso di tante ingiustizie e sporcizie che gridano vendetta che si vedono tutti i giorni e con le difficoltà che tutti devono portare... forse può, tutto questo, non solo per me, ma per tutti gli uomini e donne liberi e libere, essere stimolo per nuove battaglie, per gridare più forte, per sentirsi più vivi e più vicini a chi vuole essere vivo e forse non ne ha la forza o la fortuna o la volontà per cogliere magari le possibilità o l’occasione che si presentano e che devono essere individuate e prese al volo. Auguri dunque a tutti per un 2011 che ci dia quello di bello e possibile che desideriamo e possiamo avere, ottenendolo con le nostre forze e con la nostra volontà, senza danneggiare altri ma specialmente senza pesare sugli altri. Auguri perchè tutti, ma senza egoismi sciocchi, sporchi e improduttivi e senza ipocrisia buonista e laida, si accorgano finalmente davvero che esistono gli altri, si rendano conto che gli altri sono importanti non solo come numeri e statistiche ma come singoli… singoli universi complessi e reali singoli dio e singoli uomini. Fin dalle origini dell’umanità, tanti secoli prima di Cristo, ancora molto prima di Confucio e Budda, prima dei patriarchi, prima di Bessi e dell’uomo di Neandertal, prima dell’infausta invenzione stessa di dio e delle sue nefandezze, prima di tutto… di quando cioè abbiamo nella memoria dell’umanità per la presenza di entità forse superiori, eteree ma sempre umane e reali, proprio la specie umana si è evoluta non solo per la grande forza naturale della riproduzione e della semplice sopravvivenza ma per il più grande ed evolutivo stimolo umano che si può tradurre nel concetto base di molte religioni, sette, chiese, movimenti e rivoluzioni ma anche fondamento della storia della stessa umanità: vivi con gli altri, appoggiati agli altri, conta sugli altri e conta molto su te stesso. Migliaia e migliaia di anni dopo che un ominide si era retto sulle zampette posteriori e aveva incominciato a guardare più lontano, verso l’orizzonte, qualcuno ha incominciato, magari solo con i suoi famigli e consorti a pensare che fosse importante non fare mai agli altri quello che non si vorrebbe subire e che gli altri usassero con te lo stesso metro di ragionamento sublime… da allora, prima di dio, prima di Budda, Confucio, Cristo, Maometto e tutti gli altri rivoluzionari della storia… la storia dell’umanità non è stata solo sopraffare il prossimo, riprodursi, acquisire potere e spazio ma cercare di capirlo e anche forse aiutarlo e non solo massacrarlo o prevaricarlo magari proprio in nome di tutti quei rivoluzionari citati prima. Se tutti applicassero questo enormemente davvero rivoluzionario, difficile, difficilissimo ma semplicissimo concetto... tutti, o quasi tutti i problemi sarebbero risolti ed è per questo che, almeno per oggi, prima di ricominciare la solita vita di tutti i soliti giorni, invito, come augurio, a sognare che questo, in un anno ideale, possa quantomeno divenire cardine fondamentale e base reale dei rapporti tra tutti gli esseri viventi. Augurio più bello, senza prosopopea, inutile spacconeria e piaggeria, penso che non si possa fare. A tutti... auguri sinceri, auguri di essere solo dei giusti con un sorriso, dei rivoluzionari per la saggezza, dei conduttori con modestia, dei buoni con le mani sempre pulite e aperte… dei grandi semplici dei che donano felicità insomma degli onesti con gli altri ma specie con se stessi… Auguri.
22-04-2011, 15:16
radiovalle e camunity
01-01-2011, 04:59
auguri 2011..............
26-12-2010, 05:19
radio valle....
25-12-2010, 05:42
auguri di buon natale 2010
01-01-2010, 05:54
auguri per il 2010
31-12-2008, 15:45
un anno di radio
26-12-2007, 07:09
radiovalle 2007
05-10-2007, 07:50
la formica e la cicala...
05-09-2007, 05:46
28-05-2007, 05:22
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26-12-2006, 06:31
radio valle camonica 2006
31-03-2006, 18:05
ricerche con motori di ricerca
31-03-2006, 18:03
motori di ricerca internet
31-03-2006, 18:02
ip statico e ip dinamico
31-03-2006, 18:01
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