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V
Le vecchie istituzioni camune, che avevano resistito in modo quasi
completamente impermeabile per secoli e millenni ai pur presenti,
pressanti e vivi contatti esterni, sempre comunque sporadici e saltuari,
si dimostrarono ormai sorpassate e inadatte alle esigenze del tempo
nuovo. Ogni aspetto dell'antica struttura societaria camuna, retaggio
delle tradizioni Liguri-Etrusche e Celtiche fu ben presto sostituita
dalla burocratica ed efficiente amministrazione romana e la Valle
Camonica assunse un nuovo aspetto economico, sociale, amministrativo,
militare, religioso, secondo il ben noto e collaudato modello repubblicano
imperiale. Malgrado numerosi studi al proposito ancora non si è
compreso completamente il motivo per cui, a differenza di altre
(più sfortunate e per questo scomparse) "gentes alpinae devictae",
che furono completamente sterminate o che subirono deportazioni
in massa per essere vendute come schiavi all'asta coi loro territori,
ai Camuni venne riservato, dai nuovi padroni, un trattamento particolare
e di estremo favore. Alcuni storici a più riprese hanno avanzato
la verosimile ipotesi che i Romani, forse temendo forti reazioni
da parte dei bellicosi Camuni, ancora non completamente soggiogati
dopo che molti guerrieri si erano rifugiati nelle numerose vallette
laterali all'ampia Valle Camonica e non volendo ulteriori fastidi
alle proprie spalle nel delicato momento di consolidamento della
conquista dell'importante e strategico territorio della Rezia, trattarono
le genti della vallata quasi come alleati e non come vinti anche
dopo la vittoria con le armi nella cruenta battaglia che si presume
venne combattuta tra la foce dell'Oglio nel lago d'Iseo e i primi
contrafforti della "costa montagnosa" di sinistra della bassa valle
dove il sentiero allora esistente che collegava con la Val Trompia
discendeva verso i primi piccoli centri abitati dai Camuni. Un'altra
plausibile ragione di questo trattamento è possibile ricercarla
nella riconosciuta lungimiranza politica dei governanti di Roma
e forse anche nel loro forte rispetto e ammirazione per l'importanza
che indubbiamente la civiltà camuna, con la sua immensa spiritualità
naturale, aveva raggiunto fra le popolazioni alpine nei secoli a.C.
Infine un'altra ipotesi (forse la più accreditata) suppone che lo
speciale trattamento riservato al popolo dei Camuni potrebbe essere
stato attuato oltre che per il rispetto per la fierezza e il coraggio
dei guerrieri della Valle in battaglia anche per la buona volontà
e la prontezza dimostrata dai Camuni nell'arruolarsi nelle file
dell'esercito romano e nell'inserirsi nel nuovo ordinamento, assimilando
con facilità la civiltà e le regole sociali e di vita di Roma. E
Roma non si dovette mai pentire di aver trattato in simile modo
i Camuni poiché la rapidità nell'accettare modi, costumi, leggi
e sostanza della nuova civiltà (come testimoniano numerosi e significativi
reperti archeologici in tutta la valle) fu forse la nota più caratteristica
dei Camuni soggiogati che rimasero assolutamente fedeli a Roma per
tutti e cinque i secoli della dominazione imperiale in Valle.
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