DAL
1796 AL 1861
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Nelle
sue varie campagne combattute in ogni angolo d'Europa Napoleone
affrontò più volte gli eserciti imperiali e, nel piccolo scacchiere
della Valle Camonica, il cui confine nord era al passo del Tonale,
vi furono numerosi scontri, movimenti di contingenti
armati, di pezzi di artiglieria e purtroppo vennero messe in atto,
da entrambi i belligeranti, pesanti e numerose e razzie ai danni
della popolazione locale. Il passo del Tonale (e quelli vicini del
Mortirolo e dell'Aprica per la Svizzera) era ritenuto sia dagli
strateghi francesi che da quelli austriaci uno dei punti più delicati
di contatto tra la Repubblica Cisalpina e il Tirolo del sud e il
Trentino e cioè con il cuore dell'Impero Austriaco. Gli Austriaci
nel 1798-99, con un forte contingente di truppe imperiali austro
-tedesche e russe (specialmente corpi di cavalleria di ussari Cechi
e Croati), passando per il sud Tirolo, la Val di Non e il Tonale,
riuscirono a riconquistare la Valle che fu a lungo
contesa ai distaccamenti militari franco-bresciani. In alta Valle
Camonica si ebbero molti scontri armati sulla strada che conduceva
al passo del Tonale, a Ponte di Legno, Vezza d'Oglio, Temù, Stadolina,
Vione ed Edolo. I francesi, messi in difficoltà anche su altri fronti,
per non venire circondati dalle truppe imperiali, si ritirarono
dalla Valle Camonica seguendo due direzioni di marcia: una verso
la Val Tellina attraverso il passo dell'Aprica e del Mortirolo (che
erano riusciti a presidiare e a difendere) e l'altra passando per
la bassa Valle Camonica si portarono prima verso Bergamo, poi verso
il Piemonte e infine valicarono in massa le Alpi per rientrare in
patria. Era una momentanea vittoria delle armi degli alleati contro
i Francesi e i solerti funzionari di Vienna, subito insediatisi
nel posti di comando e di controllo, rimisero immediatamente in
vigore gli statuti che erano stati cancellati all'arrivo delle truppe
della rivoluzione. Fu una tregua di breve durata: rientrato da altre
campagne in altri paesi, Napoleone, in maggio ridiscese in Italia
alla guida di nuove schiere e il 14 giugno 1800 a Marengo (vicino
ad Alessandria) inflisse una pesantissima sconfitta agli eserciti
imperiali, comandati dal generale Melas, che si ritirarono precipitosamente
in fuga verso Vienna e il centro Europa lasciando campo libero alle
truppe francesi.
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