DAL
1796 AL 1861
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In
alta valle, oltre ai già citati funzionari di dazio e guardie confinarie,
vennero rese operative anche delle squadre di "battitori di strada"
che avevano il compito di controllare i sentieri e le mulattiere
che passavano oltre confine e che erano divenuti i principali punti
di transito per merci e uomini. Nel 1808 alcune truppe austriache,
che si erano insediate e fortificate in buon numero sul confine
del Tonale e a Vermiglio, scesero verso Ponte di Legno e giunsero
fino ad Edolo in aiuto di numerosi insorti camuni che avevano cercato
da soli, inutilmente, di cacciare dalla zona i francesi. Fu una
disfatta completa e la repressione messa in atto dai commissari
napoleonici fu durissima. La presenza francese in Valle, da quel
momento, non fu più messa in pericolo da sommosse o colpi di mano
e gli occupanti restarono padroni incontrastati fino alla disfatta
totale di Napoleone a Waterloo nel 1815. Col trattato di Vienna
e con la Restaurazione degli stati e degli ordinamenti pre-napoleonici,
la Valle Camonica fu posta sotto il dominio dell'Impero Austro-Ungarico,
dato che Venezia e la sua Repubblica erano semplicemente scomparsi
dal mondo politico internazionale e dalle carte geografiche. Dall'avventura
rivoluzionaria e napoleonica la Valle ne uscì politicamente sconvolta
ed enormemente impoverita. Anche qui, come in quasi tutti gli stati
Europei, la rivoluzione fu in pratica solo subita: non fu mai sentita
dal popolo, dal clero e dalla classe nobiliare locale che anzi apertamente
la osteggiarono e la avversarono in più modi (fino alla aperta e
sanguinosa rivolta). Invece di portare realmente la libertà, la
fraternità e l'uguaglianza, che tanto avevano infervorato ed esaltato
gli spiriti liberi dell'epoca, le truppe francesi (prima della Repubblica
e poi dell'Impero) portarono il "loro ordine" con disordine, lutti,
sopraffazioni, violenze, grandi danni ed enormi ruberie. La rivoluzione
francese, dopo i primi grandi traumi sociali interni alla neo repubblica
con il periodo del terrore e della guerra contro "gli eserciti nemici
interni ed esterni", si contraddistinse da subito non come un'azione
popolare di liberazione dal "vecchio regime" ma come una campagna
di conquista e sottomissione dei popoli con cui veniva a contatto.
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