VENEZIA
Pagina 10
A
poco a poco, sgombrato dai presidi e truppe milanesi il territorio
perduto, ebbe inizio un, pur breve, periodo di tranquillità che
permise di porre mano alla riorganizzazione dei paesi e delle
istituzioni tanto a lungo sovvertite da una guerra dannosa specialmente
per gli affari e le popolazioni che avevano dovuto subire molte
angherie e soprusi da ambo le parti belligeranti che troppe volte
poco distinguevano tra alleati, amici e nemici. In Valle Camonica,
la terra più contesa, Antonio e Bertolasio Federici di Giovanni,
con i loro fratelli ed eredi, piegatisi con estrema flessibilità
al nuovo padrone veneto e ai suoi delegati, furono accettati con
benevolenza ed ebbero riconosciuti i privilegi e le immunità che
in passato avevano ricevuto dai Visconti. Malgrado le insistenze,
le raccomandazioni, le manovre e le pressioni politiche sui delegati
veneti, i Federici non ottennero però il tanto desiderato feudo
di Lozio, ma si videro restituita la rocca di Mù, sottoscrivendo
la promessa di mantenerla in efficienza e al completo servizio
della Repubblica. Comincino e gli altri Federici di Angolo, Gorzone
ed Erbanno, benemeriti per aver aiutato le truppe della Repubblica
nelle precedenti azioni militari in terra camuna, furono ricompensati
con donazioni, riconoscimenti e molto denaro (vedasi la storia
di Angolo Terme dello stesso autore). Un accenno a parte merita
Bartolomeo da Cemmo, a cui venne conferito il titolo di conte
di Cemmo e Cimbergo. Egli rimase fedele a lungo a Venezia, anche
nelle vicende successive, quando invece altri nobili della Valle
se ne staccarono cambiando con frequenza e facilità padrone e
signore a seconda delle varie fasi, favorevoli o contrarie, della
guerra. Alla fine delle ostilità e alla firma di "questa" pace,
ogni paese, tramite suoi delegati, si preoccupò di chiedere e
di ottenere la conferma dei propri statuti ed ordinamenti che
da secoli erano patrimonio culturale camuno. Venezia fu molto
generosa nelle concessioni sia per calcolo di governo che per
convenienza politica. Gli abitanti della Valle Camonica, alla
quale si aggregarono pure quelli dei paesi di Lozio (spesso staccati,
forse per collocazione geografica, dalle vicende camune) e Pisogne
(che era considerata più in territorio Sebino che non in Valle),
ottennero molte libertà di commercio ed anche l'importante riconoscimento
per l'importazione del sale dai paesi nordici e non da Venezia.
Pagina 1
- 2 - 3
- 4 - 5
- 6 - 7
- 8 - 9
- 10 - 11 - 12
- 13 - 14
- 15
|