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VENEZIA
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Questo era il più ambito tra i privilegi ottenuti dalla Valle poiché il ferreo monopolio su questo essenziale bene di consumo (e vigeva invece per tutti gli altri paesi della terraferma) era il perno della forte economia veneta. Va ricordato che il sale era essenziale (molto più di oggigiorno) per molti aspetti non solo legati alla dieta: veniva usato per la concia delle pelli, per la conservazione dei cibi e degli insaccati, come merce di scambio e in alcuni casi, non infrequenti, per la paga di lavori (da cui la parola "salario", inteso come compenso del lavoro manuale) e molte volte anche come misura di ricchezza personale e familiare. Il fattore "politico ed economico" principale della "tasse del sale" era però l'obbligatorietà di "comprarne" una quantità minima per ogni famiglia e questo si trasformava di fatto in una pesante tassazione che era considerata la maggior fonte di entrate tributarie in molti stati europei. Il tributo annuo che la Valle Camonica era tenuta a versare alle casse della Serenissima fu stabilito in 5.070 lire imperiali da raccogliere in tre rate quadrimestrali. Lovere (che allora era ancora considerato in Valle Camonica) e il suo porto, fu aperto al transito di ogni merce, senza alcun obbligo di pedaggio. Questo importante riconoscimento era stato voluto fortemente dai potentissimi commercianti veneziani poiché serviva ad attirare direttamente le correnti del traffico bergamasco al quale era stato chiuso ogni valido sbocco verso i nuovi confini, la pianura lombarda e le più importanti città che erano entrate a far parte della sfera di influenza della Repubblica. Fu concesso alla Valle Camonica l'esonero dai famosi e tanto odiati "dazi di trasporto", specie sulle "ferrarezze", principale prodotto delle miniere, dei forni fusori e delle officine locali. Un esempio dell'enorme importanza, non solo economica, che ruotava intorno al lavoro sui metalli ferrosi, viene da un censimento, condotto in quegli anni, che indica come, sui circa 40.000 abitanti della Valle, ben 10.000 erano occupati, direttamente o indirettamente, in questo settore. Tutti questi vantaggi economici vennero accolti con molto favore dai Camuni... ma fu per poco, presto si ritornò alle pesanti tassazioni dell'epoca ducale con la scusa, accampata da tutti i vincitori di ogni epoca, del mantenimento dell'esercito in armi.

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