Home Page La ConcarenaLa Regia di RadioValleGli studi di Tele BoarioLa Valle Camonica

X

Nel frattempo era succeduto ad Azzone Bernaḅ, che si era diviso la vasta signoria viscontea con gli altri nipoti di Azzone Matteo II e Galeazzo II, favoŕ nuovamente, con un decreto del 1339, l'autonomia della valle (e di altre zone) rispetto a Brescia, e coś riusć, come era nelle sue intenzioni, a controllare e dominare meglio, anche con le sue truppe, le varie fazioni in lotta nell'intera Lombardia orientale che voleva sottomettere e aggregare alle sue terre, sottraendole alla influenza dei signori veronesi. La Valle Camonica divenne coś di fatto parte integrante del ducato di Milano tanto che nel 1354, per diritto di successione, venne assegnata proprio a Bernaḅ Visconti, colui che nel 1340 l'aveva completamente assoggettata, con le armi, alla dominazione viscontea. Non tutto peṛ era pacificato e le varie fazioni locali erano sempre in aperto contrasto violento tra loro, tanto che nel 1361, Bernaḅ dovette mandare in Valle altre sue truppe per spegnere una rivolta attizzata dai Guelfi camuni che, malgrado il continuo appoggio di Brescia, non erano più riusciti ad affermare e allargare il proprio potere. Ancora una volta, anche se da armi diverse, la repressione fu durissima e molte furono le vittime giustiziate in questa ennesima "stabilizzazione". Ma fu per poco: con miglior fortuna, ma con scarsi risultati sul piano politico, i rivoltosi ritentarono la sorte ribellandosi prima nel 1373, e poi nel 1378. Molto sangue camuno rese rosse le terre di molte contrade, ma finalmente si giunse ad una tregua fra guelfi e ghibellini. La cessazione delle ostilità fu trattata nel castello di Cimbergo, il 12 marzo 1378, su istanza e dietro le insistenze dello stesso Bernaḅ. Ma anche questa tregua non duṛ che due mesi: poi altre lotte, faide, vendette, scorribande che erano regolarmente seguite da altre inutili pacificazioni, travagliarono la valle negli ultimi decenni di quel triste e violento secolo. Viste dunque inutili le varie trattative e i numerosi ordini che Milano imponeva e che nessuno eseguiva, per pacificare le fazioni in lotta venne concordato un incontro solenne: la data fu fissata per il 31 dicembre 1397 sul famoso ponte Minerva a Breno. Al centro del ponte, paludati negli abiti solenni delle grandi occasioni si posero i rappresentanti del duca di Milano e il Podestà di Valle Giacomo Malspina. Sulla sponda destra dell'Oglio, all'imboccatura del ponte, presero posto i guelfi alla cui testa era Baroncino Nobili di Lozio, al suo fianco si posero i rappresentanti delle comunità e dei comuni guelfi della valle: Borno, Lozio, Prestine, Breno, Niardo, Braone, Losine, Cimbergo, Ceto, Grevo, Cevo e Saviore. Sulla sponda sinistra erano invece riuniti i nobili ghibellini (quasi tutti della famiglia Federici) e i rappresentanti delle comunità che appoggiavano questa fazione: Erbanno, Gorzone, Angolo, Esine, Malegno, Cividate, Berzo (per la bassa valle) e Cerveno, Sonico, Incudine, Monno, Edolo, Corteno, Mù, Vezza, Vione e Dallegno (per l'alta valle).

Pagina 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 -

I Comuni della Valle Camonica
Territorio e Ambiente: la valle, il lago ed i suoi monti ...
Itinerari montani, rifugi, escursioni, come e dove si fanno ?
Panorami: affacciati ad una finestra virtuale sulla valle, il lago ed l'alto sebino

La Via Crucis di Cerveno, una drammatica manifestazione che restiste nel tempo e nel cuore
Museo di Ossimo Ieri, oggetti che raccontano testimonianze ...
Museo preistorico, virtuale dell'arte rupestre camuna
Arkeopark per viaggiare nel tempo e rivivere la preistoria
I Galber: gruppo folkloristico culturale di Monno
Proverbi: sono la sapienza dell'uomo. ma non tutti sono lezioni di saviezza
Ricette Camune: la cucina verace della Valle Camonica