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XIII
Tutta
la struttura socio-economica locale venne azzerata poiché si era
basata, fino alla decadenza e al disfacimento socio-politico dell'Impero
Romano, su di una economia primaria mista di pastorizia, coltivazione
(non molto estensiva) del suolo, estrazione e battitura del ferro
e delle ferrarezze e lavorazione della lana che portavano regolarmente
a contatti e scambi frequenti con le altre provincie e regioni.
Rimase ancora a lungo (e non poteva essere diversamente) però il
ricordo della dominazione romana. La toponomastica valligiana rileva
alcuni interessanti contatti con l'impero dissolto, come nell'antica
frazione di Corna di Darfo dove la contrada dei "Massi" (dove questo
autore ha vissuto per un decennio), rende ancora oggi testimonianza
che, forse ancora nella prima età barbarica, qualcosa dell'antica
consolidata organizzazione romana della proprietà e del lavoro delle
terre era rimasto: "massae", in età romana, erano, infatti, chiamati
gli insiemi di domini rurali, le ville con latifondi che nel successivo
periodo longobardo prenderanno il nome di corti e talora anche di
"domus cultae". Fanno fede di ciò le denominazioni Corti di Rogno
o Corteno ed altri borghi e frazioni che portano ancora oggi la
traccia profonda di questa trasformazione nel loro nome. Odoacre,
che ebbe una importanza fondamentale per affermare la supremazia
di questi concetti barbarici sullo Jus Romano, creò in Italia uno
Stato che in pratica non aveva alcun fondamento di diritto: erano
in vigore solo gli usi, le costumanze, le leggi ancestrali e di
maniera di un popolo dominato dalla classe dei guerrieri, che facevano
della forza fisica la basilare sostanza della giustizia. Questa
situazione, che, di fatto, si generalizzò immediatamente nelle terre
sottoposte alla conquista dei Goti, era fondamentalmente estranea
alle tradizioni che avevano regolato, fino allora, la vita sociale
ed economica delle Genti al di qua delle Alpi e che più di altre
avevano "avanzato" le culture romane. Unico appiglio a quel mondo
che andava velocemente a scomparire e che restava ancora come esempio
tradizionale di società organizzata, rimaneva solo l'aggregazione
attorno a ciò che rimaneva delle antiche curie romane o attorno
alle figure dei vescovi o dei sacerdoti, unici riferimenti che si
potevano contrapporre a quelli del guerriero e del combattente.
L'organizzazione plurisecolare romana che si basava quasi ovunque
(fuori dalla grandi città) in "pagi" e "massae" fu comunque cancellata
completamente dalle incontenibili, periodiche e ricorrenti invasioni
dei popoli del nord Europa. I contraccolpi (specie sulle non particolarmente
forti società montane) furono radicali: nelle zone periferiche,
come la Valle Camonica, in pratica le strutture di base della società,
si dissolsero e semplicemente scomparvero nella loro funzione economica
e nella loro organizzazione del lavoro e nel loro pur semplice sistema
sociale. Senza organizzazione centralizzata e senza linee precise
di una qualsiasi struttura statale organizzata e gestita da regole
precise e riconosciute, in breve tempo, si tornò ad una sorta di
economia primitiva nella quale predominava la pastorizia. Nel 568,
un altro popolo guerriero, proveniente dalle fredde e inospitali
lande del centro Europa, si affacciò alle calde e ubertose terre
italiche: i Longobardi.
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