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XII
Nel
1426 infatti conquistò Brescia e, nel 1427, inviò truppe in valle
al comando di Giacomo Barbarigo che acquisì a Venezia la maggior
parte del territorio camuno assumendo anche la carica di Capitano
di Valle Camonica. Il 476 d.C. è una data particolarmente significativa
nella storia del mondo occidentale: a questa è, infatti, fissato
il crollo ufficiale e la completa disgregazione dell'organizzazione
statale dell'Impero Romano d'Occidente. Fu un processo abbastanza
veloce nelle sue fasi finali ma era già iniziato da almeno 150 anni
con le varie, sanguinose e profonde crisi interne e con le varie
lotte per il potere che devastarono e resero instabili i più alti
vertici del più vasto e organizzato Impero che la storia aveva visto
prosperare fino a qual momento. In questa data si pone anche, logicamente,
la fine ufficiale della dominazione romana in Valle Camonica. In
brevissimo tempo tutta la complessa struttura verticistica e organizzativa
dell'Impero, che era durata (anche se più volte modificata) per
quasi 500 anni, i suoi scambi e i suoi anche profondi vincoli socio
economici si dissolsero. Nel nord Italia già sotto il re Odoacre
(476-493) e la possente invasione dei Goti la concezione dello Stato
(inteso come una struttura statale centralistica) venne disgregata
e distrutta e ridivenne quella, antichissima (che forse era stata
già alla base dell'antica società del popolo dei Camuni e più in
generale dei Reti nelle valli alpine), di un organismo familiare-tribale
con forti legami di stirpe, di sangue e fondata sulle consuetudini
con le conquiste dei popoli che giungevano dalle lontane terre del
nord/est. Veniva imposto, con la forza, l'ideale nordico e barbarico
della vita, quello considerato, da sempre, ordine fondamentale delle
regole sociali nel mondo dei Germani che, spazzando via l'universo
romano, si affermò con viruenza inaudita nelle terre conquistate
e sottomesse. Come nelle altre vallate alpine o in molte zone decentrate
rispetto ai grandi flussi migratori, le varie strutture sociali
in Valle Camonica si mantennero parzialmente in vita solo aggrappandosi
agli usi e ai costumi dei luoghi di origine che, come abbiamo già
avuto modo di sottolineare, avevano avuto forti influenze dallo
stile di vita dell'impero. Un poco alla volta le popolazioni, senza
le direttive e le leggi centraliste a cui erano ormai soggette da
secoli, si diedero, forzatamente e autonomamente, delle forme di
governo locale che ricalcavano in parte il mondo e gli stati sociali
di quei popoli nordici che, transitando lungo le strade romane,
lasciavano dietro di se distruzione, morte, carestia, schiavitù
e anche un modo di vivere, essere, pensare e valutare la vita che
poco avevano a che fare con quello stile greco-romano che era stato
alla base della società Europea e Mediterranea degli ultimi secoli.
Anche la Valle Camonica vide, in breve tempo, sconvolta la propria
organizzazione economica. In alcune plaghe o paesi, che avevano
più di altri subìto e accolto a fondo la colonizzazione romana (di
solito quelli più prossimi o a cavallo della via Valeriana, che
fungeva da collegamento e linfa vitale per scambi e movimenti) il
trauma fu pesantissimo.
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