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II
Rimase
ancora a lungo (e non poteva essere diversamente) però il ricordo
della dominazione romana. La toponomastica valligiana rileva alcuni
interessanti contatti con l'impero dissolto, come nell'antica frazione
di Corna di Darfo dove la contrada dei "Massi" (dove questo autore
ha vissuto per un decennio), rende ancora oggi testimonianza che,
forse ancora nella prima età barbarica, qualcosa dell'antica consolidata
organizzazione romana della proprietà e del lavoro delle terre era
rimasto: "massae", in età romana, erano, infatti, chiamati gli insiemi
di domini rurali, le ville con latifondi che nel successivo periodo
longobardo prenderanno il nome di corti e talora anche di "domus
cultae". Fanno fede di ciò le denominazioni Corti di Rogno o Corteno
ed altri borghi e frazioni che portano ancora oggi la traccia profonda
di questa trasformazione nel loro nome. Odoacre, che ebbe una importanza
fondamentale per affermare la supremazia di questi concetti barbarici
sullo Jus Romano, creò in Italia uno Stato che in pratica non aveva
alcun fondamento di diritto: erano in vigore solo gli usi, le costumanze,
le leggi ancestrali e di maniera di un popolo dominato dalla classe
dei guerrieri, che facevano della forza fisica la basilare sostanza
della giustizia. Questa situazione, che, di fatto, si generalizzò
immediatamente nelle terre sottoposte alla conquista dei Goti, era
fondamentalmente estranea alle tradizioni che avevano regolato,
fino allora, la vita sociale ed economica delle Genti al di qua
delle Alpi e che più di altre avevano "avanzato" le culture romane.
Unico appiglio a quel mondo che andava velocemente a scomparire
e che restava ancora come esempio tradizionale di società organizzata,
rimaneva solo l'aggregazione attorno a ciò che rimaneva delle antiche
curie romane o attorno alle figure dei vescovi o dei sacerdoti,
unici riferimenti che si potevano contrapporre a quelli del guerriero
e del combattente. L'organizzazione plurisecolare romana che si
basava quasi ovunque (fuori dalla grandi città) in "pagi" e "massae"
fu comunque cancellata completamente dalle incontenibili, periodiche
e ricorrenti invasioni dei popoli del nord Europa. I contraccolpi
(specie sulle non particolarmente forti società montane) furono
radicali: nelle zone periferiche, come la Valle Camonica, in pratica
le strutture di base della società, si dissolsero e semplicemente
scomparvero nella loro funzione economica e nella loro organizzazione
del lavoro e nel loro pur semplice sistema sociale. Senza organizzazione
centralizzata e senza linee precise di una qualsiasi struttura statale
organizzata e gestita da regole precise e riconosciute, in breve
tempo, si tornò ad una sorta di economia primitiva nella quale predominava
la pastorizia. Nel 568, un altro popolo guerriero, proveniente dalle
fredde e inospitali lande del centro Europa, si affacciò alle calde
e ubertose terre italiche: i Longobardi. Questi forti guerrieri,
nella loro travolgente calata in Italia, conquistarono anche Brescia
e tutto il suo territorio. Il loro sistema sociale, copiato in gran
parte da quelli in vigore nelle varie terre che, nella loro invasione,
avevano attraversato (per questo erano comuni nomi anche di derivazione
nordica o latina), venne imposto sulle terre conquistate e la Valle
Camonica venne infeudata al Duca Longobardo ed all'antico Monastero
di San Salvatore di Brescia.
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